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Cessazione del fumo: cautela nell’uso del Bupropione
L’Agenzia inglese di Farmacosorveglianza , MCA , e quella australiana, ADRAC, hanno ricevuto diversi report di morti sospette dopo assunzione del Bupropione, un farmaco antidepressicvo riconvertito a farmaco per la cessazione del fumo di sigaretta. In realtà il Bupropione non è un farmaco innovativo . Già presente negli USA come antidepressivo è stato riconvertito dal marketing farmaceutico in farmaco antifumo , un settore ritenuto redditizio. Ora due tra le più importanti Agenzie di Farmacosorveglianza nel mondo, l’inglese MCA e l’australiana ADRAC, hanno riproposto con forza il problema sicurezza con l’uso di questo farmaco. Fino a novembre 2000 erano giunti all’Adverse Drug Reactions Advisory Committee ( ADRAC) australiano 780 segnalazioni di effetti indesiderati con l’uso del Bupropione. E più precisamente 307 segnalazioni di reazioni avverse a carico della cute , 285 disturbi psichiatrici, 268 reazioni a carico del sistema nervoso e 172 a carico del tratto gastrointestinale. La maggior parte delle reazioni di ipersensibilità si sono manifestate sotto forma di edema facciale o angioedema. E’ stata inoltre osservata una sindrome caratterizzata da rash cutaneo ed orticaria con dolore alle giunture o rigonfiamenti. Gli effetti indesiderati si sono manifestati in media dopo 17 giorni dall’assunzione del Bupropione ( range 5-37 giorni). Il Bupropione può causare convulsioni ed è controindicato nei soggetti epilettici. Inoltre dovrebbe essere usato con cautela nelle persone che hanno una predisposizione alle convulsioni, come i soggetti che abusano di alcool o che assumono medicamenti che abbassano la soglia delle convulsioni. In questa categoria rientrano i farmaci antidepressivi ed i farmaci antipsicotici, l’insulina, i farmaci ipoglicemizzanti orali ed i prodotti anoressizanti. Fino a maggio 2001 sono giunte all’ADRAC 9 segnalazioni di morti sospette tra le persone sotto terapia con Bupropione. Le persone morte avevano un’età compresa tra i 30 ed i 61 anni. Questo dato conferma il basso profilo di sicurezza di questo farmaco già segnalato dal MCA. L’Agenzia inglese ha riportato nel suo bollettino di febbraio 2001 “ Current Problems in Pharmacovigilance
 
 
 
 
 
 
 
 

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